Andrea Khaldi, brillante ex-studente di Digital-Coach, è riuscito a dare una spinta decisiva alla sua professione passando da business coach a architetto della mente nel metaverso grazie alle conoscenze acquisite durante il suo percorso di studi che lo ha portato a conseguire il Master in Digital Marketing. Andrea è un Mental Coach per la Disciplina Mentale, un Architetto della Mente, con il soprannome da super eroe che gli piace attribuirsi, e usa la tecnologia per aiutare le persone a raggiungere il loro pieno potenziale, con la tecnica del Cambiamento Gentile.

Andrea opera non solo nel mondo tangibile, ma anche in un modo non convenzionale. Esiste un universo virtuale in cui le possibilità sono infinite. Un universo sempre più vicino a quello reale, con il quale si confonde, si sovrappone e di cui diventa un’estensione. Un universo in cui la realtà virtuale è un punto in cui gente reale può incontrarsi e interagire. Benvenuti nel Metaverso e, nella fattispecie, nello studio di Andrea.

 

Ciao Andrea, grazie per avermi accolta qui nel tuo spazio, nel Metaverso per questa intervista. Parlaci della tua esperienza. Che cosa facevi prima di studiare il digital coach?

Ciao, intanto, e grazie a voi per avermi intervistato. Allora, io prima di studiare in Digital Coach lavoravo già come Mental Coach, però avevo grandi difficoltà nel promuovermi on-line e nel comprendere anche come funzionasse la comunicazione digitale.  Da lì è stato molto importante per me riuscire a comprendere come posizionarmi meglio e come comprendere i linguaggi digitali. Quindi si è modificata la tua vita professionale dopo lo studio e la Work Experience, giusto?, in Digital Coach. Ce ne vuoi parlare? Sì, si è modificata tantissimo nella misura in cui mi ha permesso, per esempio, di riuscire a comprendere meglio come utilizzare i social network, riuscire ad anticipare alcuni trend che ci sono stati poi negli anni successivi, ma soprattutto riuscire a costruire qualcosa di mio – per esempio un mio vecchio sito Internet, la mia comunicazione online – e mi ha permesso di comprendere anche meglio alcune sfumature più imprenditoriali che mi sono state molto utili. Poi nel relazionarmi con dei clienti che avevano delle difficoltà e sono riuscito ad aiutarli grazie a questo studio.

 

 

Interessantissimo. Innanzitutto: cos’è il Metaverso? E, poi, come lo utilizzi nella tua professione?

Allora guarda, il Metaverso è, per semplificarlo, un luogo digitale 3D come possiamo vedere, quindi apparentemente un videogioco che, però, ha la caratteristica di essere una sorta di social network o comunque di Internet, all’interno del quale gli utenti possono muoversi con i propri avatar ed avere delle relazioni sociali digitali. Io ad esempio utilizzo questo studio come se fosse il mio studio reale. E ho costruito questo luogo come se fosse uno studio su un grattacielo di New York, come si può vedere dallo sfondo oltre la finestra. Utilizzo questo spazio per conoscere i miei prospect, quindi per esempio per far venire qui le persone con cui poi dialogare invece di utilizzare altri servizi, così che loro possono vedere le mie passioni, quindi per esempio i videogiochi, fumetti e quant’altro, ma soprattutto ho una libreria dove inserisco dei libri che poi consiglio ai miei clienti di studiare e di leggere; poi se vuoi dopo possiamo fare un salto proprio in libreria.

 

 

Certo, sarebbe molto interessante, grazie!
Quindi, come hai ripensato la tua professione per lavorare nel Metaverso?

Ma sai, la cosa carina è che io non ho dovuto in realtà ripensare la mia attività e la mia professione, nella misura in cui il mio nome prima era già Architetto della Mente, perché io mi occupo di costruire “palazzi della memoria” con i miei clienti. Quindi alla fine per me è stato abbastanza naturale perché, essendo anche un videogiocatore da quando avevo tre anni, è stato davvero naturale utilizzare questi spazi. Quindi più che ripensare alla mia attività direi che è stata un’evoluzione. Nel mio caso non è stato particolarmente difficile perché, appunto come ti dicevo, era già la mia passione, ma è stato magari complicato sicuramente far fare l’onboarding a diversi miei clienti, come anche a molte persone che inizialmente non capivano quale fosse il vantaggio di utilizzare il Metaverso. Invece poi alla fine sono appassionate anche loro. (L.F.) Interessante. Ti va di farmi vedere la libreria? (A.K.) Sì certo, vieni, ti faccio vedere…

 

Oh, e questo quadro?

Ah, allora questo è un NFT che ho creato io su una Blockchain, su Polygon. Un NFT, è un oggetto digitale, che però è dotato di valore, quindi è una riserva di valore se vogliamo. Infatti è questo il motivo per cui molto spesso gli NFT vengono venduti a prezzi molto esorbitanti. E ci tengo a sottolineare, tra l’altro, che un NFT non è solamente un’immagine, come si pensa spesso, ma è un codice a cui è associato un valore che è posizionato su una blockchain. La blockchain è per certi versi il futuro di Internet, almeno per quanto riguarda me e molte altre persone. Se ti dovessi dire una differenza che c’è tra l’Internet di oggi e la blockchain è che l’Internet di oggi è un luogo centralizzato: vuol dire che le informazioni sono in possesso di un gruppo di aziende che le gestiscono e le distribuiscono. Quindi, per esempio, quando noi facciamo il login su un social network, i nostri dati sono in possesso dell’azienda che l’ha creato, mentre sulla blockchain le informazioni sono libere. E sono in possesso di tutti. Infatti il nome blockchain nasce dal fatto che questo nuovo Internet è creato da una serie di blocchi di informazioni che sono legati tra loro. E questo fa sì che ogni volta che un’informazione viene messa all’interno di un blocco, è distribuito su tutta la catena e questo fa sì che nessuno possa possederlo. E questo è anche il motivo per cui questo quadro che vedi e che ho creato con un’intelligenza artificiale, ha un timestamp ben preciso. Quindi si sa quando è stato creato sulla blockchain. Si sa che il proprietario sono io e quindi l’originale è mio e se io volessi venderlo potrei farlo. Quindi: ovviamente un’immagine potrebbe essere copiata, però il valore associato a questa immagine originale è unico e questa è la differenza tra il web3, comunque le blockchain, e l’Internet che abbiamo oggi.

 

 

Fantastico. Ok, andiamo a vedere la tua libreria?

Vieni, vieni in libreria. Ecco qui: questa è la libreria che è in fase di costruzione. Ti dicevo che la uso con i miei clienti per consigliare libri e mi piacerebbe, per esempio, nel tempo riuscire ad avere la possibilità anche di sfogliare i libri qui con loro, così da poterli leggere assieme. Però è un modo per creare anche un luogo sociale. Quindi è possibile venire qui, consultare questa piccola libreria e magari capita che passi qualcuno dentro il mio studio e magari due persone si conoscono parlando di libri. È una cosa che a me piace molto.

 

 

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E quindi: quali consigli daresti a chi si approccia allo studio delle nuove tecnologie per farne magari la propria professione?

Guarda, sicuramente consiglierei di divertirsi perché so che sembra magari una stupidata, però, al momento devo dire che l’onboarding per tutto ciò che riguarda il Metaverso oppure le blockchain o anche le altre tecnologie non è veramente immediato. Quindi sicuramente avere un approccio divertito e curioso. Poi quello di circondarsi di persone che sono già all’interno di questo settore, quindi per esempio magari architetti per il Metaverso, oppure esperti di blockchain, perché è il modo migliore per imparare più velocemente, quindi, cioè circondarsi di persone che già sanno quello che a te serve. E poi soprattutto di sporcarsi le mani, perché al momento sono pochi i corsi o comunque i libri sull’argomento perché è un mondo molto in divenire. Alla fine sicuramente è molto più facile domani mattina accendere il computer e fare l’accesso al Metaverso e divertirsi piuttosto che cercare il corso, il libro o il professionista che potrà spiegarti facilmente qualcosa che al momento facilissimo ancora non è. Quindi sicuramente curiosità, voglia di divertirsi e soprattutto capacità di sporcarsi le mani.

 

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INTERVISTA, EDITING VIDEO E TRASCRIZIONE A CURA DI LUCIA FRASCELLA Sono fermamente convinta che la positività e l’equilibrio siano la chiave per una vita soddisfacente. Il mio approccio personale per raggiungerlo consiste nel dedicarmi al giardinaggio, coltivare la gratitudine e praticare la mindfulness. Accanto a questo lato spirituale di me, ce n’è un altro che indulge nell’analizzare ogni singola parola, cercando di trovare quelle perfette ogni volta che scrivo. La SEO e lo storytelling sono diventati non solo scelte professionali, ma un riflesso della mia curiosità infinita e del mio desiderio di creare connessioni significative in un panorama digitale in rapida evoluzione.